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Sistema dei Parchi del Lazio

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News  »  Comunicati stampa del Parco  »  2017  »  04/05/2017

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Parte il secondo “progetto ossigeno”

Un nuovo modo di considerare gli ambienti naturali


Nel Parco del Treja, circa 650 ettari tra i comuni di Mazzano Romano (provincia di Roma) e Calcata (provincia di Viterbo), è stato realizzato un secondo progetto per il bilanciamento dell’anidride carbonica (CO2) e la valorizzazione dei servizi ecosistemici.

Si tratta, spiega in estrema sintesi il presidente dell’Ente Parco Luciano Sestili, “di utilizzare la capacità degli alberi di un bosco di immagazzinare l’anidride carbonica e, più in generale, di valorizzare le funzioni svolte dall’ambiente (gli ecosistemi) per l’uomo: con la produzione di ossigeno, acqua, biodiversità e poi ancora bellezza del paesaggio, risorse naturali…”.

Il territorio del Parco della Valle del Treja – ricorda il sindaco di Mazzano Romano Angelo Mancinelliè ricoperto da boschi per la quasi totalità della sua estensione, e rappresenta quindi un luogo ideale per un progetto di questo genere.”

Il progetto si basa sulla partecipazione del Parco, di Phoresta Onlus e del comune di Mazzano. Il comune mette a disposizione diverse decine di ettari di bosco; il Parco realizza il progetto dal punto di vista scientifico e ne garantisce l’attuazione da quello operativo e Phoresta Onlus mette a disposizione le risorse economiche e soprattutto la passione dei propri soci. La condizione è che le aree boscate non siano sottoposte a utilizzazione forestale nell’arco dei prossimi cinque anni.

Il Direttore Vito Consoli, della Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali della Regione Lazio, valuta molto positivamente il progetto: “La tutela dei boschi salvaguarda la biodiversità, che è l’assicurazione sulla nostra vita, attraverso il mantenimento degli equilibri ecologici degli ambienti in cui viviamo”.

L’organizzazione Phoresta è una Onlus non-profit, fondata da professionisti italiani al fine di promuovere la gestione e la conservazione sostenibile delle risorse forestali e di progettare attività di tutela e valorizzazione dei servizi ecosistemici. Ha sede a Milano e si basa su un azionariato diffuso per la raccolta di fondi, che poi destina a suoi obiettivi statutari. “In pratica sono persone che mostrano nei fatti una spiccata sensibilità per i temi ambientali e attuano azioni concrete per la loro valorizzazione e salvaguardia’’, afferma con soddisfazione il presidente di Phoresta, Carlo Manicardi, che aggiunge: “molto spesso, quando beviamo dal rubinetto di casa, sappiamo a stento che quell’acqua costa circa un millesimo di euro al litro, che paghiamo alla società che la distribuisce. Non ci domandiamo da dove arriva: ovviamente dalle sorgenti, dalla natura! Che non paghiamo, che ci offre dei servizi gratuiti. Sono i servizi ecosistemici; che ci fanno bere e respirare e che forniscono tutti gli elementi di base al benessere delle nostre vite. Tutto deriva da lì – continua Manicardi – compresi gli oggetti più tecnologici. Su questi temi ancora manca, una consapevolezza diffusa, ed è perciò anche questo uno degli obiettivi del progetto: promuovere con i fatti la divulgazione di concetti elementari e assolutamente vitali.”



La firma dell'accordo - foto Emiliano Sabatini



Uno dei boschi vincolati - foto Archivio Parco