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Mazzano Romano (Roma)

Denominazione abitanti: mazzanesi
Etimologia: Deriva dal nome latino di persona Mattius o Matius con l'aggiunta di -anus che indica possesso
Popolazione residente: 2.536 (M 1.267, F 1.269)
Densità per Kmq: 87,9
(dati Istat 2001)


Telefono: 06 9049001
Fax: 06 9049808


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La Storia

A picco sulla valle del Treja, l’antico abitato di Mazzano Romano conserva ancora il suo impianto urbanistico medievale, fatto di vicoli che seguono le pieghe della rupe tagliata nella roccia vulcanica. L’unico accesso al paese era costituito da un arco a volta affacciato sulla rupe che guarda sul corso del Treja.

La storia di Mazzano inizia con gli antichi insediamenti dei Falisci, della cui presenza rimangono diverse necropoli all’interno delle quali gli scavi archeologici hanno portato alla luce una serie di importanti reperti, esposti per la maggior parte nel Museo Nazionale dell’Agro Falisco di Civita Castellana e nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.

Nel periodo dell’espansione della potenza romana, la regione divenne parte dell’Ager Faliscus, terra di conquista che in parte venne utilizzata come colonia penitenziaria ed in parte venne data in uso ai veterani dell’esercito di Roma. Probabilmente il nome di Mazzano deriva da un fondo di nome Matianum (cioè dal nome di una nobile famiglia romana). Decaduta nel periodo del crollo dell’impero – anche perché erano venute meno sia le grandi vie di comunicazione che le ampie tenute agricole che avevano caratterizzato l’epoca d’oro dell’impero, Mazzano Romano ricomparve nelle cronache poco prima dell’anno Mille. Era il periodo in cui i signori spingevano le popolazioni ad occupare i siti delle antiche città arroccate di origine etrusca, facilmente fortificabili e quindi più sicuri in un epoca in cui le scorrerie di saraceni e bande di briganti rendevano le campagne molto poco tranquille.


Il 14 gennaio del 945 d.C. il potente principe romano Alberico - padre del futuro papa Giovanni XII – la donò a Benedetto, abate del convento romano dei Santi Andrea e Gregorio al Celio, che rimase proprietario del feudo sino al 1526, quando il paese venne acquistato dalla potente famiglia degli Anguillara.

Nel 1599 Flaminio Anguillara vendette Mazzano al Cardinale Lelio Biscia e nel 1658 il feudo passò per eredità alla nobile famiglia dei Del Drago, che lo amministrarono fino alla riforma fondiaria dell’Ente Maremma.

L’aggettivo Romano è stato aggiunto al nome di Mazzano nel 1872. L’antica chiesa che si trovava nell’angolo sud del paese, attribuita al Vignola o ad un suo allievo, risaliva al 1563. Aveva una facciata in stile dorico e il suo campanile, dalle linee semplici ed eleganti, era alto circa 25 metri e fu abbattuto da un fulmine nei primi del ‘900. La chiesa venne demolita nel 1940 poiché una parte essenziale della navata era pericolante: oggi, dell’antica struttura è visibile in piazza dell’Antisà solamente una parte del coro originale.

Nell’attuale centro storico si incontrano l’antico palazzo baronale dei Biscia, che comprende l’arco cinquecentesco d’ingresso al castello, ornato dalla stemma di famiglia. Questo quartiere del borgo sorse nel XVII secolo, periodo di notevole espansione demografica del paese. Sull’antica piazza Umberto I si affaccia una piccola chiesa con un affresco raffigurante il martirio di San Sebastiano dipinto accanto ai due santi protettori del paese, Sant’Antonio e San Rocco. L’affresco è stato portato alla luce in corso di restauro nel 1998. Sulla stessa piazza si trova anche il monumento ai caduti. Il paese moderno si sviluppa attorno a piazza San Giovanni XXIII, sulla quale si affacciano la Sede Comunale, la Pro Loco e la Chiesa Parrocchiale, intitolata a San Nicola di Bari. All’interno della chiesa è conservato un trittico del XV secolo con Cristo, San Nicola e San Benedetto.

A nord-est di Mazzano, su di un ripiano roccioso, si trovano i resti della chiesa di Santa Maria, del XIV secolo, di un monastero e di una torre di avvistamento. Il lunedì di Pasqua, per tradizione, la chiesa è meta di una processione e di una festa campestre.

Sempre in territorio mazzanese sono i resti del castello dell’Agnese, un sito medievale a cui si riferiscono alcuni documenti pubblicati nel 1427, che lo descrivono come “tenimentum castri inabitati vocati Agnese”. Il castello era edificato su un basamento roccioso in cui si aprivano numerose grotte comunicanti tra loro. Nel 1668 fu autorizzata da Clemente IX la vendita del castello che, nel 1786 divenne proprietà della famiglia Del Drago.